Delle atrocità presenti, siamo largamente resi edotti dai media. Sfortunamente, per fortuna. Perchè conoscere è un privilegio che può essere traumatico. E ricordare, storicizza tale sentimento. Mi riferisco alle guerre. Ecco dunque il senso delle palpitanti foto di questo sito. Palpitanti umanità, nelle più toccante come nelle più straziante declinazione. Foto scattate dai commilitoni di mio nonno tra il 1940 ed il 1942, tra Sardegna e Croazia. Ad imperitura memoria di ciò che non dovrebbe ripetersi, ed invece lacerantemente si riperpetua.
Claudio Trezzani.
22 novembre 2004
ineludibile epilogo
il cimitero.Nonostante la retorica si sforzi di puntellare tragedie epicamente vissute ma intimamente non ricercate:
momento di riflessione
con l'angoscia che, forse, sottilmente s' insinua:
sciamavano per via
Ma più ombre (o meno?) d'adesso:
rintanazione
di sgambiscio
il modo in cui uno di loro porta il cappello, residua vezzosità nella barbarie:
aggregante fontana
ci s'aiutava, plasticamente
una parete s' oppone
sparuto drappello
di militi, tr' abbacinanti case:
il folclore non s'arresta
come in quest' anfora sapientamente sorretta:
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